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A.O. ORDINE MAURIZIANO DI TORINO



REGOLAMENTO DEI PERMESSI SPETTANTI AI DIPENDENTI

DALLA CAT. A ALLA DS DEL COMPARTO SANITA’



PERMESSI RETRIBUITI PER IL PERSONALE A TEMPO INDETERMINATO



Articolo 1


Permessi per partecipazione a concorsi od esami –  limitatamente ai giorni di svolgimento delle prove – o per aggiornamento professionale facoltativo comunque connesso all’attività di servizio. Per queste ipotesi sono concedibili al massimo 8 giorni di permesso all’anno.


In merito a siffatta tipologia di permessi occorre precisare:


  1. nel tetto degli otto giorni annui non sono ricompresi gli eventuali giorni di viaggio per i quali il dipendente dovrà utilizzare istituti diversi

  2. i “concorsi” e gli “esami” cui fa riferimento la norma devono intendersi come concorsi pubblici (quindi espletati presso enti pubblici o parificati) e come esami attinenti alla carriera ed al perfezionamento professionale o comunque tenuti presso Scuole o Istituti di istruzione pubblica o parificati od infine sostenuti a conclusione di corsi frequentati previa la concessione delle “150 ore”. In ogni caso osservati i requisiti sopracitati l’Amministrazione concede i permessi di che trattasi.

  3. per le richieste di aggiornamento facoltativo si osservano le procedure stabilite con la specifica regolamentazione aziendale della formazione ed aggiornamento professionale.


Le richieste di permesso retribuito di che trattasi vanno presentate, corredate della relativa documentazione, al Servizio di appartenenza di norma entro i 15 giorni precedenti la data dell’assenza; il competente Responsabile le trasmette al Servizio Personale già corredate del proprio visto. Vengono fatti salvi i casi per i quali si sia venuti a conoscenza dell’esigenza di richiedere il permesso soltanto oltre il termine indicato, purchè naturalmente tali evenienze siano supportate da idonea documentazione (vedi timbro postale o fax della lettera d’invito, ecc.)



Articolo 2


Lutti per coniuge, convivente, parenti entro il secondo grado ed affini entro il primo grado: per queste ipotesi sono concessi tre giorni consecutivi di permesso retribuito per evento (senza alcun “tetto” annuale complessivo).


La disciplina di questi permessi è stata regolamentata dal decreto 21 luglio 2000 n. 278 che ha previsto la fruibilità del permesso da parte del coniuge, anche legalmente separato, o di un parente entro il secondo grado, anche non convivente (e quindi ascendenti e discendenti in linea diretta quali figlio, padre, nonno, nipote, nonché fratello e sorella), o di un soggetto componente la famiglia anagrafica della lavoratrice o del lavoratore medesimi; inoltre a norma del CCNL questi permessi spettano anche in caso di decesso di affini entro il 1° grado, e quindi suocero, genero, nuora.

In ogni caso ai tre giorni consecutivi concessi di diritto per il lutto, non possono aggiungersi altri giorni eventualmente necessari per il viaggio, in quanto il periodo di permesso non può superare il “tetto” sancito dal contratto per ogni singolo evento luttuoso.

Per fruire del permesso, l’interessato comunica previamente al datore di lavoro l’evento che dà titolo al permesso medesimo ed i giorni nei quali esso sarà utilizzato. I giorni di permesso devono essere utilizzati entro sette giorni dal decesso.

Infine si precisa – sulla scorta degli orientamenti espressi dal Dipartimento della Funzione Pubblica (ad esempio con nota del 13/12/96 di risposta ad uno specifico quesito) – che le ferie possano essere interrotte anche dal permesso per lutto; invece gli eventi luttuosi non interrompono i periodi di aspettativa in corso, durante i quali, infatti, vi è una sospensione del rapporto di lavoro.



Articolo 3


Permessi per grave infermità del coniuge, di un parente entro il secondo grado o del convivente nella misura di tre giorni lavorativi all’anno, non cumulabili (ovverosia non aggiuntivi) con quelli previsti dal successivo art.4 e pertanto rientranti nel medesimo tetto e fruibili con le medesime modalità.


La disciplina di questi permessi è stata regolamentata dal decreto 21 luglio 2000 n. 278 che ha previsto la fruibilità del permesso da parte del coniuge, anche legalmente separato, o di un parente entro il secondo grado, anche non convivente, o di un soggetto componente la famiglia anagrafica della lavoratrice o del lavoratore medesimi.

Spettano al lavoratore od alla lavoratrice nella misura di tre giorni lavorativi l’anno, dietro presentazione di idonea documentazione del medico specialista del SSN o con esso convenzionato o del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta o della struttura sanitaria in caso di ricovero o intervento chirurgico. La certificazione relativa alla grave infermità deve essere presentata al Servizio Personale entro 5 giorni dalla ripresa dell’attività lavorativa del lavoratore o della lavoratrice, e si deve riferire ad una delle situazioni patologiche elencate all’art. 2 comma 1 lett. d) del citato DM 278/2000.

In caso di grave infermità del convivente, i permessi in esame spettano solo se la stabile convivenza risulti da certificazione anagrafica. In alternativa, nei casi di documentata grave infermità, il lavoratore o la lavoratrice possono concordare con il datore di lavoro diverse modalità di espletamento dell’attività lavorativa.

I giorni di permesso devono essere utilizzati entro sette giorni dall’insorgenza della grave infermità o della necessità di provvedere a conseguenti specifici interventi terapeutici.

Come stabilito dall’art. 1 comma 3 del DM 278/2000, nei giorni di permesso non sono considerati i giorni festivi e quelli non lavorativi.








Articolo 4


A domanda del dipendente possono inoltre essere concessi, nell’anno, 3 giorni di permesso retribuito per particolari motivi personali o familiari debitamente documentati, compresa la nascita di figli.

Si precisa che all’Amministrazione compete il dovere di accertare, mediante idonea documentazione, i motivi “particolari” che inducono alla richiesta del permesso. Al riguardo si rileva che, per il soddisfacimento di esigenze individuali del tutto generiche e non oggettivamente rilevabili, è previsto un istituto tipico quale quello dei “permessi brevi”. Pertanto i permessi non sono concedibili per motivazioni generiche o oggettivamente non rilevabili (ad esempio per il disbrigo di pratiche anche urgenti presso uffici pubblici o per pratiche bancarie, come specificato anche dalla Funzione Pubblica con parere del 18/6/96).


E’ opportuno procedere ad un riepilogo sintetico delle ipotesi più ricorrenti e tali da giustificare la concessione dei citati permessi anche mediante autocertificazione:


  • nascita figlio e inserimento figlio adottivo o affidato: sono concedibili permessi retribuiti consecutivi che devono comunque essere fruiti entro il terzo giorno successivo all’evento (entro lo stesso termine deve essere presentata la relativa richiesta di concessione del permesso);

  • assistenza a proprio familiare infermo (e precisamente coniuge o convivente, figli, genitori, nonni, nipote in linea diretta, fratello o sorella, suoceri, generi, nuore): le richieste devono essere inoltrate tempestivamente e, di norma, comunque prima dell’inizio dell’assenza, debitamente corredata dalla necessaria documentazione. Quest’ultima deve consistere in: autocertificazione o dichiarazione da cui risulti il grado d’infermità del familiare nonché l’indispensabilità dell’assistenza;

  • inserimento figlio anche adottivo o affidato presso nido o scuola materna: la richiesta va presentata tempestivamente, almeno 15 giorni prima dell’assenza, accompagnata da apposita certificazione della struttura scolastica;

  • eventi calamitosi: è concedibile permesso retribuito per la giornata o per le giornate nelle quali il dipendente risulti impossibilitato a raggiungere la sede di lavoro a seguito di calamità naturali quali inondazioni, eventi tellurici, ecc. (art. 23 comma 2 CCNL 19/4/2004)

  • prestazioni sanitarie – Visite Specialistiche, terapie e accertamenti diagnostici: i dipendenti potranno ricorrere per la giustificazione dell’assenza anche ai permessi retribuiti per documentati motivi personali previa produzione di idonea certificazione rilasciata dalla struttura che ha erogato la prestazione.

  • motivi elettorali utilizzabili per i giorni di viaggio dei dipendenti che debbono recarsi a votare in località diversa da quella del luogo di lavoro (quando sia giustificato dalla distanza tra i due luoghi);

  • Campagna elettorale, qualora il dipendente sia candidato a consultazione elettorale. Per eventuali esigenze ulteriori rispetto ai tre giorni di permesso, l’interessato deve ricorrere a ferie od aspettativa non retribuita (così anche le linee interpretative Aran in data 11/6/97);

  • partecipazione ad esequie parente non rientrante nella casistica del punto 2;

  • convocazione Uffici Giudiziari e testimonianza per fatti non d’ufficio. (art. 23 comma 2 CCNL 19/4/2004)


I permessi di cui al presente punto 4) che possono essere fruiti a giorni interi o alternativamente ad ore devono essere quantificati esclusivamente ad ore nel rispetto del limite di 18 ore annue complessive così come previsto dall’art. 41 comma 1 del CCNL 7/4/1999. . Nel caso di fruizione dell’intera giornata lavorativa l’incidenza dell’assenza sul monte ore a disposizione del dipendente viene computata con riferimento all’orario di lavoro che il medesimo avrebbe dovuto osservare , così come previsto dal comma 4 dell’art. 71 del d.l. 112 del 2008 convertito in legge 133/08.


Le relative richieste vanno presentate al Servizio di appartenenza; il competente Responsabile le trasmette al Servizio Personale già corredate del proprio parere



Articolo 5


Il dipendente ha altresì diritto ad un permesso di 15 giorni consecutivi in occasione di matrimonio.


In relazione a questa categoria di permessi, si precisa che il periodo di assenza può essere richiesto anche entro i trenta giorni successivi all’evento ma in ogni caso deve ricomprendere i giorni festivi e quelli non lavorativi cadenti nel periodo.

La richiesta va presentata almeno 15 giorni prima dell’assenza al Servizio Personale allegando successivamente il certificato di matrimonio o relativa certificazione.


I permessi dei punti 1), 2), 3), 4) e 5) possono essere fruiti cumulativamente nell’anno solare, non riducono le ferie né, in alcun modo, il trattamento economico.



Articolo 6


Il dipendente ha, altresì, diritto, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti, comunque denominati, previsti da specifiche disposizione di legge.


Questi ulteriori permessi retribuiti richiamati dal contratto non sono computati nei limiti dei tetti relativi ai punti precedenti.



PERMESSI NON RETRIBUITI PER IL PERSONALE A TEMPO DETERMINATO


Articolo 7


A norma dell’art. 31 del CCNL Integrativo del CCNL 7/4/1999 viene differenziato, per alcuni aspetti, il trattamento giuridico del personale assunto a tempo determinato, cioè non di ruolo, rispetto a quello del personale a tempo indeterminato.

In merito ai “permessi ai dipendenti assunti a tempo determinato”, possono essere concessi permessi non retribuiti fino ad un massimo di 10 giorni, salvo il caso di matrimonio.

Pertanto non sono concedibili al personale non di ruolo alcuni dei permessi retribuiti previsti dall’art. 21, ad eccezione del permesso matrimoniale di 15 giorni; per i restanti casi (vedasi concorsi, esami, aggiornamento facoltativo, lutto, motivi personali o familiari) potranno essere concessi al massimo 10 giorni complessivi di permesso non retribuito. Infine tenuto conto del tenore letterale della disposizione contrattuale, si ritiene che anche al personale a tempo determinato spettino i permessi che l’art. 21 individua come “altri permessi retribuiti, comunque denominati, previsti da specifiche disposizione di legge”, ad eccezione delle 150 ore annue per studio.


ULTERIORI ASSENZE DAL SERVIZIO


Articolo 8


Si precisa infine che nelle circostanze sotto elencate l’assenza dal servizio è da considerarsi come servizio attivo::

  • effettuazione di visite mediche disposte dal datore di lavoro;

  • attività connesse allo svolgimento delle attribuzioni di rappresentanza per la sicurezza ex D.lgs. 626/94;

  • attività connesse alla nomina di Presidente, Componente o Segretario di Commissioni di concorso. In ogni caso, poiché il gettone di partecipazione al concorso ha natura forfettaria e compensa di per sé il disagio derivante dalla maggiore attività prestata, le eventuali ore eccedenti il normale orario giornaliero non sono considerate utili ad alcun effetto, compreso quelli relativi al lavoro straordinario. Inoltre l’eventuale partecipazione a Commissioni concorsuali al di fuori del Ssn rientra nel campo di applicazione dell’art. 53 D.Lgs. 165/01 e quindi, riferendosi ad incarichi extraistituzionali, deve essere svolta fuori orario di servizio

  • partecipazione ad assemblee sindacali per 12 ore annue pro capite;

  • attività di Presidente di seggio o scrutatore in occasione delle elezioni delle RSU ovvero di componente della Commissione Elettorale (si veda nota ARAN n. 14081 del 14 ottobre 2001)

  • Assenze per citazione a teste in procedimenti civili o penali, se questa si riferisce a fatti attinenti le funzioni esercitate presso l’azienda (qualora la citazione a teste riguardi fatti non d'ufficio trovano invece applicazione i permessi retribuiti per motivi personali e familiari, ai quali si rimanda). Sia nel civile che nel penale le assenze per presenziare a procedimenti giudiziari in qualità di imputato o parte lesa, dovranno invece essere sempre giustificate con permesso breve o recupero ore o ferie


In ogni caso la documentazione giustificativa dei permessi o delle assenze dovrà essere tassativamente presentata dall’interessato entro 5 giorni al Servizio Personale.



PERMESSI BREVI NON RETRIBUITI


Articolo 9


Come previsto dall’art. 22 del CCNL 7/4/1997, i dipendenti di ruolo e non possono, a domanda, assentarsi dal lavoro su valutazione del dirigente preposto all’unità organizzativa presso cui prestano servizio, recuperando le ore non lavorate di norma entro il mese successivo. Tali permessi non possono essere di durata superiore alla metà dell’orario di lavoro giornaliero, purchè questo sia costituito da almeno quattro ore consecutive e non possono comunque superare le 36 ore annue


Regolamento sottoscritto in data 17 marzo 2009



AMMINISTRAZIONE


Dott. Pascale

Dott. Falco

Dott.ssa Bossola

Dott. Casella

Dott.ssa Scaffidi




RSU


Comp. CGIL Consiglio, Galotti, Valente

Comp. CISL Gallea, Scalici, Messina, Romano, Pollato, Orlando

Comp. UIL Acito, Melis, Marculli, Iacono, Pellegrino

Comp. RDB Dell’Aera

Comp. UGL Barberis, Santelli




OO.SS. maggiormente rappresentative


CGIL FP Di Leo

CISL FPS Roncarolo

UIL FPL Scassa

FSI Bordolani, Quartesan

NURSING UP non presente

FIALS non presente





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